Microracconti senza nome, #7

«Che strana sensazione… brrrr», scosse i suoi lunghi capelli e si richiuse in se stesso.

Allora la zanzara tornò a ronzare intorno alle sue braccia rugose.

«Oh! Oh! Ma che succede? Che strana sensazione, che brivido!», disse lui.

«E’ solletico», gli rispose la zanzara.

«Solletico? Si chiama così?», domandò lui, con aria stupita. «Solo volandomi intorno, mi provochi solletico?»

«Certo. Sono molto piccola, ma ho questo grande potere», rispose la zanzara birichina.

«E quale dovrebbe essere la mia reazione al solletico?»

«Ridere da matti», sentenziò la zanzara.

Lui fece qualche minuto di silenzio. Sospirò e con aria triste disse: «Ma io non posso ridere. Sono un salice piangente!».

La zanzara spalancò le ali, le zampe e gli occhi.

 «Impossibile!» esclamò piena d’ira. «Nessuno può vivere senza ridere!»

«Io non so farlo. E poi questo tuo ronzio mi fai venire un brivido sulle braccia: ho voglia di grattarmi e di…»

«Ridere», lo interruppe bruscamente la zanzara. «Hai voglia di ridere, sorridere, sbellicarti! E io ti aiuterò.»

«Non ce la farò mai», disse il salice. «Morirò».

«Sì, mio caro salice. Tu morirai… dalle risate!».

enza-nome-7

Illustrazione di Giuseppe Fanelli

Questo racconto è stato scritto utilizzando le parole “reazione” e “sorridere”, candidate sulla pagina Facebook di Nomicosecittà”, da Marco N. 

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