Quanto è piccolo il mondo (volume 2)

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Avevo già scritto una storia vera (come tutte quelle che scrivo) a proposito di quanto sia piccolo il mondo e di quante coincidenze esso possa offrirci. La trovate qui: https://nomicosecittablog.wordpress.com/2014/03/15/quanto-e-piccolo-il-mondo/

Oggi ve ne racconto un’altra. Anzi due.

LONDRA è una grandissima città, piena di luoghi e soprattutto piena di popoli. Cittadini e turisti.                                       Decisa a cogliere questa bellezza, passeggiavo sola soletta a Covent Garden ( e non sul London Bridge, come canta De André) .  A un certo punto mi fermo, per prendere un caffé in una nota catena di bar. Entro e mi metto in fila alla cassa. Prima di me tutti ordinano in inglese e pagano. Sento il cassiere che dice: “Mamma come son stanco, fortuna che tra poco finisco!” . Allora mi avvicino e dico: “Ciao, ho sentito che sei italiano, allora ne approfitto. Prendo questo tramezzino e poi un caffé”. Lui sorride e gentilmente mi dice: “Ciao, il caffé te lo offro io”.                                                                                         Fin qui, nulla di straordinario. Si sa Londra è piena di italiani..                                                                                             Pochi minuti dopo sono tornata in cassa per prendere il mio caffè e accanto al cassiere, ho trovato una ragazza italiana, dello stesso mio piccolo quartiere, della mia stessa città.                                                                                                         In Italia ci conoscevamo solo di vista, lì in quel bar di Londra (uno dei tanti) ci siamo sentite parte di una meravigliosa coincidenza.

ROMA, STAZIONE TERMINI cioè una piccola città, in una mega metropoli. Dopo aver camminato a lungo e in attesa del mio treno, siedo in un bar con un mio collega. Stanchissima e assorta nei miei pensieri, mi giro per caso a guardare l’altra parte della sala e vedo un mio amico, anche lui del mio stesso quartiere e della mia stessa città, che cerca disperatamente una presa per caricare il cellulare. Non lo vedevo da tempo, lui è sempre in giro. Certo tutto avrei pensato, tranne di riuscire ad incontrarlo alla stazione Termini di Roma!

In entrambi i casi, non sarei riuscita a fare gli stessi incontri neanche su appuntamento!

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Quanto è piccolo il mondo!

Com’è piccolo il mondo! Ma davvero! Non è solo un modo di dire.. la storia che sto per raccontarvi, ve lo dimostra. Userò nomi di fantasia, per riferirmi a persone e luoghi. Ma vi assicuro che è tutto vero! Un po’ romantico e straordinariamente vero! E penso che una coincidenza simile a questa, meravigliosa e inaspettata, diede origine una delle foto più famose al mondo di Robert Doisneau.

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Un pomeriggio Carolina incontra un suo conoscente, così per scambiare due chiacchiere, davanti a un caffè.

Parlando del più e del meno, e come spesso succede in queste occasioni, riassumendo in mini capitoli gli anni e i giorni precedenti a quel momento, Carolina ricorda una sua esperienza a Berlino.

Allora Marco, di fronte a lei, annuisce e sorride. «Sì in effetti sapevo di Berlino. Un po’ di tempo fa credo di aver visto sul profilo facebook di un mio amico brasiliano, che vive a Berlino, una tua foto».

Carolina, incuriosita e quasi convinta che ci sia un errore, chiede: «Ma io lo conosco questo tuo amico? Non credo»

«No, effettivamente non penso tu lo conosca. Fa il fotografo. E io ho visto una tua foto, in un suo album, intitolato L’AMOUR» risponde Marco.

«Ma davvero? Com’è possibile? Io non ho posato per alcun fotografo a Berlino, ne sono sicura. Forse è solo una ragazza che mi somiglia», incalza Carolina, sempre più curiosa.

«No Carolina, sei tu. Ne sono certo. Con te c’è un ragazzo. Siete entrambi sotto un ombrello, seduti. Ora la cerco con il cellulare, se vuoi». Marco, convinto della sua memoria, prende il cellulare e su facebook, tra le foto del suo amico, cerca l’immagine di Carolina. La trova e gliela mostra.

La foto è in bianco e nero. C’è Carolina che tiene un ombrello, è seduta sul muretto di una famosa piazza. Dietro di lei c’è Giorgio, un ragazzo che lei ha conosciuto proprio a Berlino. Ha le braccia sui suoi fianchi ed entrambi, guardano in un’altra direzione.

«Tutto questo è incredibile. Sono proprio io, e questo ragazzo è Giorgio. Un mio amico…», Carolina arrossisce e sorride di felicità.

Ripensa a quel momento, a quell’abbraccio catturato per caso da uno sconosciuto...

Ma com’è piccolo il mondo!

ps: Carolina e Marco sono di Milano e si incontrano a Milano. Parlano di un fotografo brasiliano che vive a Berlino e che Marco aveva conosciuto a Milano. Questo fotografo scatta una foto in cui finiscono, per caso, Carolina e Giorgio ( che è di Roma).

Happy b-day mr Facebook

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Happy birthday mister Facebook!

Ebbene sì. Il social network che ha cambiato il modo di vivere di una intera generazione compie 10 anni.

Era il 2004 quando Facebook fece i suoi primi passetti sui nostri pc.

Prima d’allora, i fidanzatini si mandavano sms, squilli.. e stavano ore al telefono!

Per le feste di compleanno si usavano gli inviti cartacei,

per le cene con gli ex amici di classe si faceva la famosa catena telefonica.

Le nonne non pronunciavano parole in lingua straniera e le mamme sbirciavano nei diari segreti, e non in quelli virtuali!

Per comunicare con parenti e amici dall’altra parte del mondo, c’era solo il telefono.

O le cartoline, e queste non sono mai state così immediate…

Insomma, da 10 anni a questa parte molti di noi hanno radicalmente trasformato il proprio modo di relazionare con gli altri e la maniera di organizzare eventi e incontri.

Invece di richiedere e ricevere regali,

oggi Facebook si autocelebra, offrendo in dono a ognuno dei suoi iscritti, un delizioso video di ricordi.

Si chiama “Look back” e, in effetti, ci fa guardare indietro.

Il video mostra, attraverso i post maggiormente apprezzati, i momenti più significativi.

E’ proprio vero: invecchiando, si diventa più teneri!

Lo stesso vale per quel buon vecchio romanticone del signor Facebook!