Microracconti senza nome, #6

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Trees by Davut Toy

«Che bel sole questa mattina».

«Ina ina ina…»

«Vento, ancora non mi riconosci? Non sono Ina, io mi chiamo Pano e sono il tulipano rosa che ti saluta ogni giorno!»

«Orno orno orno…»

«Se torno, mi chiedi? Ma io resto qui, non vado mica via»

«Via via via»

E il tulipano se ne andò, come gli chiese di fare il vento.

Ma non provò dolore. Solo disse: «Certo dal vento mi aspettavo un addio più originale!».

Questo racconto è stato scritto utilizzando le parole “tempo” e “dolore”, candidate sulla pagina Facebook di Nomicosecittà”, da Francesco M. 

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Microracconti senza nome, #4

Alcuni giocavano con la pasta di sale,

facevano forme: chi bene, chi male.

Poi preparavano dolci e pasticci

tra pasta di zucchero e molti capricci.

Per Mauro era uno il rimpianto:

la pasta al sugo, quella soltanto.

Era celiaco fin da piccino

per colpa del glutine birichino!

Giurassico fu il suo lamento

durò per secoli, forse cento!

Chiedeva pasta quel dinosauro

che aveva un nome ed era Mauro.

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Microracconti senza nome, #3

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C’era una volta, in un oceano incantato, un pesce di nome Martino.
Era arancione, con delle striature bianche; amava salire in superficie per guardare il cielo.
E gli altri pesci lo prendevano in giro e gli dicevano che prima o poi avrebbe corso qualche guaio.
Ma Martino era veloce, sveglio.
Lui voleva solo immaginare.
Una mattina, però…
«Basta leggere! Fila a fare i compiti!»
«Mamma aspetta, voglio sapere cosa succede al pesce Martino»
«Stai tirando troppo la corda. Fila a fare i compiti!»
E questa è la storia mai letta del pesce Martino, che fu preso da un amo mentre guardava il cielo, al mattino.

Microracconti senza nome, #2

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«Oggi la trovo così elegante, signor C.»

«Lei mi lusinga, signora.»

«Ma no. Io dico sempre la verità: nel bene e nel male. E oggi sta bene, signor C.»

«Allora grazie. Di fronte a lei è così facile essere sereni.»

Tre rintocchi, adesso il panettiere prende la bicicletta e va a consegnare il pane fresco.

Il profumo si diffonde nelle strade.

Lontano, un uomo parla da solo alla sua ombra.

È’ il signor C, di fronte alla terza colonna.