Letterina di Natale

Caro Babbo Natale, Gesù bambino e David Bowie,

sarò breve, perché so che non amate chi si ricorda di voi a pochi giorni dal Natale e perché immagino che abbiate già migliaia di richieste da valutare ed eventualmente esaudire.

Dunque non chiederò cose miracolose (una macchina del tempo, una vittoria al superenalotto) né magiche (un viaggio a Cuba, un appartamento a Parigi).

Vi chiedo qualcosa di magico, miracoloso ma anche realizzabile, dal momento che contempla l’intervento congiunto di più fattori: i vostri superpoteri e un po’ di collaborazione umana.

La pace nel mondo risponderebbe a questa definizione. Tuttavia non credo di essermi comportata in maniera così impeccabile da poter chiedere una cosa così grande e straordinaria, sebbene io la desideri fortemente. (La affido, comunque, al vostro buon cuore).

Credo di essere brava, ma non sono sicuramente perfetta. Quindi ho individuato una richiesta che possa far felice me, senza mettere in imbarazzo voi.

Caro Babbo Natale, Gesù e David Bowie,

vorrei che il mondo sia invaso dalla tenerezza.

Il mio desiderio è che la tenerezza scenda come una pioggia improvvisa e fortissima e nessun ombrello riesca a fermarla. Che si diffonda come un virus e gli esseri umani, dapprima impauriti da eventuali  effetti indesiderati, si rendano presto conto dei suoi meravigliosi benefici, come ascoltarsi, accogliersi, abbracciarsi.

Vorrei tenerezza sui monti, nel cielo e tra i fiori. In particolare vi chiedo un impegno formidabile per trasformare il mare in una culla di tenerezza, pronta ad abbracciare tutti i viaggiatori, i loro sogni e le loro speranze.

Vorrei che il mondo intero sia “affetto” da questa inattesa e bellissima tenerezza, e che non ci sia più tempo per costruire barriere, ma solo per amarsi.

Senza paura. Con tenerezza.

Potete accontentarmi?

Sì – No – Forse

Grazie

Buone Feste!

 

 

Lettera a se stessi

infinity

Cara anima,

ti diranno che devi ragionare, calcolare, prevedere. E tu volevi solo immaginare, magari sorridere, forse amare.

Cara anima,

ti diranno che non hanno tempo ed è per questo che non ti rispondono al telefono. Ma tu volevi solo salutarli.

Cara anima,

ti diranno che questo è un mondo cattivo, in cui tutto si riduce a una feroce lotta per la sopravvivenza. E tu non vincerai mai, perché volevi dividere il pane e nutella con il tuo vicino di banco.

Cara anima,

ti diranno che l’amore non esiste, che è da sfigati. E per te, invece, è l’unica cosa che conta davvero.

Cara anima,

ti diranno che sei molto bella, molto dolce, ma non è il momento giusto. E tu ti chiedi: chi diavolo siamo noi per definire “giusto” un momento che non tornerà mai più?

Cara anima,

ti diranno che quello che hai scritto non va bene. Perché tu hai scritto la verità, e la verità non abbindola la gente, non la compra, non la persuade. Ma tu volevi solo raccontare una storia.

Cara anima,

non ti diranno nulla, non ti abbracceranno; ti scriveranno su Facebook, perché dietro lo schermo sono tutti più forti. Eppure quanto desideravi conoscere quella fragilità, che per te non è debolezza, ma solo delicatezza!

Cara anima,

ti diranno che sei una sognatrice, una romantica, che sei fuori moda. E loro di vintage preferiscono i vestiti.

Cara anima,

ti diranno che sanno già tutto, che lo hanno programmato. Ma tu vuoi  meravigliarti di piccole cose: l’arcobaleno dopo la pioggia, la tua canzone preferita in radio, nel traffico.

Cara anima,

ti diranno che hai sbagliato tutto nella vita, che sei una perdente, che lotti contro i mulini a vento e che non potrai mai cambiare il corso naturale delle cose. Distruggere è facile, ma tu sai costruire.

Cara anima,

ti diranno che sei una pedina, un numero uguale a tanti altri. Ma tu hai un cuore che batte, hanno un profumo i tuoi capelli, hai le fossette quando sorridi e sei viva.

Cara anima,

ti diranno che i libri che leggi sono vecchi e consumati. Ma non potranno mai stupirsi se Becky Sharp dirà di essere già sposata.

Cara anima,

cercheranno di tirarti giù nel loro abisso di superficialità, dove si galleggia senza fatica, senza dolore, in un perenne stato di atarassia. Ma tu hai passione, vuoi sentire, provare, condividere.

Cara anima,

ti convinceranno che non vai bene, che devi scendere a compromessi, che tanto poi… poi, domani si vedrà. Ma tu lo sai che ogni momento della vita è unico e non tornerà. Neanche per loro!

Cara anima,

ti diranno di sopravvivere. Ma tu vuoi vivere.

Cara anima,

semplicemente “ti insegneranno a non splendere. E tu splendi, invece”.