Adios sir Peter

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Foto di Priscilla Tangari 

Ieri non c’era. Per la prima volta, dopo 40 anni, ieri non c’era.

Si è addormentato per sempre.

“Santa morte”, pensano gli altri commercianti della strada.

Io, però, ho un nodo in gola al pensiero di Mercedes.

Si chiama così la donna che io non ho mai visto e che lui, sir Peter, ha aspettato per 40 anni.

Io sono qui da 10 anni, nel negozio di fronte a quello di sir Peter.

Ogni giorno, alle 12 in punto, questo vecchio signore dallo sguardo profondo si mette sulla soglia della sua bottega. Rimane immobile, in silenzio e guarda questa piccola strada della nostra piccola Camden Town.

Dice che Mercedes, la donna di cui si è innamorato 40 anni fa, tornerà.

E porterà con sé il sole spagnolo, e illuminerà il cielo londinese, e riscalderà il cuore di sir Peter.

Ma oggi Peter non si è svegliato.

La sua bottega di pulci, antiquarie e meraviglie è chiusa.

Svegliati Peter!

Ma Peter dorme ancora.

Sogna di Mercedes. L’ho immaginata anche io per tanti anni, l’ho attesa con sir Peter e ora che lui non c’è più, mi sembra di vederla Mercedes. Bella, in un vestito rosso, elegante e innamorata.

Adios sir Peter.

Nella scrittura di questo racconto, sono stata ispirata dalle fotografie di Priscilla Tangari: guarda il blog

Quanto è piccolo il mondo (volume 2)

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Avevo già scritto una storia vera (come tutte quelle che scrivo) a proposito di quanto sia piccolo il mondo e di quante coincidenze esso possa offrirci. La trovate qui: https://nomicosecittablog.wordpress.com/2014/03/15/quanto-e-piccolo-il-mondo/

Oggi ve ne racconto un’altra. Anzi due.

LONDRA è una grandissima città, piena di luoghi e soprattutto piena di popoli. Cittadini e turisti.                                       Decisa a cogliere questa bellezza, passeggiavo sola soletta a Covent Garden ( e non sul London Bridge, come canta De André) .  A un certo punto mi fermo, per prendere un caffé in una nota catena di bar. Entro e mi metto in fila alla cassa. Prima di me tutti ordinano in inglese e pagano. Sento il cassiere che dice: “Mamma come son stanco, fortuna che tra poco finisco!” . Allora mi avvicino e dico: “Ciao, ho sentito che sei italiano, allora ne approfitto. Prendo questo tramezzino e poi un caffé”. Lui sorride e gentilmente mi dice: “Ciao, il caffé te lo offro io”.                                                                                         Fin qui, nulla di straordinario. Si sa Londra è piena di italiani..                                                                                             Pochi minuti dopo sono tornata in cassa per prendere il mio caffè e accanto al cassiere, ho trovato una ragazza italiana, dello stesso mio piccolo quartiere, della mia stessa città.                                                                                                         In Italia ci conoscevamo solo di vista, lì in quel bar di Londra (uno dei tanti) ci siamo sentite parte di una meravigliosa coincidenza.

ROMA, STAZIONE TERMINI cioè una piccola città, in una mega metropoli. Dopo aver camminato a lungo e in attesa del mio treno, siedo in un bar con un mio collega. Stanchissima e assorta nei miei pensieri, mi giro per caso a guardare l’altra parte della sala e vedo un mio amico, anche lui del mio stesso quartiere e della mia stessa città, che cerca disperatamente una presa per caricare il cellulare. Non lo vedevo da tempo, lui è sempre in giro. Certo tutto avrei pensato, tranne di riuscire ad incontrarlo alla stazione Termini di Roma!

In entrambi i casi, non sarei riuscita a fare gli stessi incontri neanche su appuntamento!