Racconto per un fiore

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Anna.

Mi piace pensare che si chiamasse così.

 Vendeva fiori alla metro Cadorna, a Milano.

Non era bella, né giovane. Ed era sola, con i suoi fiori sgualciti dal vento. E dal tempo, che era trascorso inesorabile per quei petali e per la sua pelle. Dimenticata dalle carezze.

Chissà se aveva davvero un’età, quella piccola donna che accudiva le sue rose, come avrebbe fatto con le guance di un bambino.

Chiedeva una elemosina, la chiedeva alla fretta della gente.

La chiedeva anche a me, che non ho saputo raccogliere il fiore della sua vita.

 

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