VITA DA A-SOClAL, prima puntata: L’amore al tempo di Facebook

Immagine


Stasera non sapete con chi uscire, ma avete 654 amici su facebook? Quando andate in pizzeria con le vostre amiche del liceo tenete con la mano destra la forchetta e con quella sinistra il vostro smartphone? In bagno siete attratti da impellente bisogno di selfie? Niente paura! Benvenuti nella generazione oltre il 2.0.

#Restateconnessi e continuate a leggere.

PRIMA PUNTATA: L’AMORE AL TEMPO DI FACEBOOK

Dal balcone dal quale Giulietta si sporgeva per incontrare lo sguardo innamorato di Romeo, ne è passato di tempo. Poi c’è stato Renzo che ha lottato contro i bravi, per amore della sua Lucia. Per non parlare poi di quella fortunella di “Pretty woman”.. Insomma l’amore sa farci sognare, o meglio ci faceva sognare. Per secoli, intere generazioni si sono amate a suon di poesie, di incontri fugaci, di attese e di lettere. E forse oggi è ancora così. Ma c’è bisogno di seguire alcuni step:

(tratto da una storia vera)

1) Mi ha aggiunto un certo Carlo, non so chi sia ma ho accettato.

2) io e Carlo ci amiamo, ci scriviamo tanti mp (messaggi privati) in chat e lui ha messo “mipiace” a 5 mie foto profilo.

3) Carlo mi ha scritto in bacheca per il compleanno

4) io e Carlo ci siamo visti. Abbiamo preso un caffè. Ci siamo scattati una foto e l’abbiamo postata su facebook. Dopo venti minuti avevamo già ricevuto 15 “mipiace“, tra cui quello di Francesca (la cugina della sorella della zia della ex di Carlo, quella str….)

5) Io e Carlo ci siamo fidanzati ufficialmente su facebook e abbiamo creato l’album di foto “IO&TE”

6) Ieri Carlo ha messo “mipiace” alla foto di una ragazza, dopo averla aggiunta alle amicizie. Gli ho chiesto spiegazioni in mp (messaggio privato), ma non ha risposto. Eppure ha visualizzato il messaggio alle 18e30.

7) Carlo è sparito, non mi risponde più. Io gli ho scritto in bacheca, in mp e gli ho anche mandato un poke. Ma lui ha cancellato la nostra relazione e ha messo lo stato “single”. Praticamente Alessia ha scoperto che Carlo mette “mipiace” alle foto di un’altra ragazza.

8) aiuto! aiuto! sono disperata. Carlo non mi vuole più. Io mi sono fatta un selfie in lacrime. L’ho postato su facebook e ho scritto: “Sono gocce di memoria, queste lacrime nuove”. Paolo ha commentato e ha scritto “Nessuno dovrebbe fare piangere una principessa come te”

9) Io e Paolo ci amiamo, ci scriviamo tanti mp (messaggi privati) in chat e lui ha messo “mipiace” a 5 mie foto profilo…

La storia si ripete. Del resto, basta aggiornare il proprio profilo.

#restateconnessi, alla prossima puntata!

Facebook in versione horror

Facebook in versione horror

Che mondo sarebbe senza Facebook?

Si stava meglio, quando non potevamo fare a meno della Nutella.
Sì, perché quella a cui assistiamo quotidianamente grazie a Facebook è la morte della nostra lingua. E questa non vuole essere una critica al social network più famoso nel mondo. Anzi.

Facebook ha grandissime utilità, soprattutto nel favorire relazioni e contatti da un capo all’altro del mondo. Poi è senza dubbio comodo e rapido per le comunicazioni, per la creazione e gestione di eventi, ecc.
Poiché al centro di Facebook ci sono i suoi utenti, il sito permette a ciascuno di noi di avere una pagina personale, su cui pubblicare musica, foto e soprattutto opinioni.
Su ogni profilo personale, infatti, c’è un riquadro (che Facebook chiama “stato“) in cui ogni utente può esprimere il proprio pensiero, rispondendo (su suggerimento del signor Mark) alla domanda: “A cosa stai pensando?

QUI COMINCIANO I GUAI

Al di là di imperdonabili errori grammaticali di ogni sorta e di ogni tipologia, ci sono delle caratteristiche comuni, che mi sento di definire “tendenze“.
Quello che segue è un periodo, inventato al momento, che racchiude tendenze trovate qua e là sul sito:

“E POI esci di casa e fai shopping. #TOP adesso si prospetta una bella serata #SAPEVATELO”

Perché iniziare una frase con “E poi“, che invece dovrebbe seguire qualcosa che si è già detto in precedenza?

Tutto questo non è top e non fa ridere.

La nostra lingua è l’unico strumento per conservare la nostra libertà intellettuale e la nostra identità. #SAPPIATELO !