Microracconti senza nome, #3

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C’era una volta, in un oceano incantato, un pesce di nome Martino.
Era arancione, con delle striature bianche; amava salire in superficie per guardare il cielo.
E gli altri pesci lo prendevano in giro e gli dicevano che prima o poi avrebbe corso qualche guaio.
Ma Martino era veloce, sveglio.
Lui voleva solo immaginare.
Una mattina, però…
«Basta leggere! Fila a fare i compiti!»
«Mamma aspetta, voglio sapere cosa succede al pesce Martino»
«Stai tirando troppo la corda. Fila a fare i compiti!»
E questa è la storia mai letta del pesce Martino, che fu preso da un amo mentre guardava il cielo, al mattino.

Microracconti senza nome, #2

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«Oggi la trovo così elegante, signor C.»

«Lei mi lusinga, signora.»

«Ma no. Io dico sempre la verità: nel bene e nel male. E oggi sta bene, signor C.»

«Allora grazie. Di fronte a lei è così facile essere sereni.»

Tre rintocchi, adesso il panettiere prende la bicicletta e va a consegnare il pane fresco.

Il profumo si diffonde nelle strade.

Lontano, un uomo parla da solo alla sua ombra.

È’ il signor C, di fronte alla terza colonna.

Un giorno, in metro

 

Si sa, quando si viaggia in metro o in bus, si è spesso pensierosi. “Ho pagato la bolletta del gas?” “Stasera preparo pollo al forno con le patate”

Oppure ci si guarda intorno. A me succede così: osservo la gente, fino a che il mio sguardo si posa su qualcuno in particolare e inizio a immaginare una storia.

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Di fronte a me è seduta una graziosa signora, ancora bella nonostante le rughe.

Ha i capelli bianchi, corti e ricci. Gli occhiali a forma rotonda sembrano contornarle il viso, fine ed elegante.

In una mano porta un giornale, ripiegato su se stesso; nell’altra, ha una borsetta della spesa. Spuntano delle foglie di insalata.

La signora Carla – è così che mi piace chiamarla – indossa jeans e una camicetta bianca. Alle orecchie porta delle perle, il suo unico gioiello.

E’ calma, sembra di buon umore. Forse sta pensando ai suoi nipotini. Domani è sabato. Li vedrà e preparerà loro la sua famosa crostate di mele.

Anche nonno Mario, suo marito, la adorava. Qualche anno fa se n’è andato a causa di un infarto.

“Santa morte”, pensano tutti. E anche la signora Carla si consola, pensando che Mario non ha sofferto.

Da quando suo marito non c’è più, Carla ha ripreso a leggere romanzi rosa, come faceva da ragazza.

La voce registrata della metro annuncia la prossima fermnata; un musicista intona La vie en rose.

La signora Carla scende, corre a comprare le mele.