Un giorno, in metro

 

Si sa, quando si viaggia in metro o in bus, si è spesso pensierosi. “Ho pagato la bolletta del gas?” “Stasera preparo pollo al forno con le patate”

Oppure ci si guarda intorno. A me succede così: osservo la gente, fino a che il mio sguardo si posa su qualcuno in particolare e inizio a immaginare una storia.

train-2663056_960_720

Di fronte a me è seduta una graziosa signora, ancora bella nonostante le rughe.

Ha i capelli bianchi, corti e ricci. Gli occhiali a forma rotonda sembrano contornarle il viso, fine ed elegante.

In una mano porta un giornale, ripiegato su se stesso; nell’altra, ha una borsetta della spesa. Spuntano delle foglie di insalata.

La signora Carla – è così che mi piace chiamarla – indossa jeans e una camicetta bianca. Alle orecchie porta delle perle, il suo unico gioiello.

E’ calma, sembra di buon umore. Forse sta pensando ai suoi nipotini. Domani è sabato. Li vedrà e preparerà loro la sua famosa crostate di mele.

Anche nonno Mario, suo marito, la adorava. Qualche anno fa se n’è andato a causa di un infarto.

“Santa morte”, pensano tutti. E anche la signora Carla si consola, pensando che Mario non ha sofferto.

Da quando suo marito non c’è più, Carla ha ripreso a leggere romanzi rosa, come faceva da ragazza.

La voce registrata della metro annuncia la prossima fermnata; un musicista intona La vie en rose.

La signora Carla scende, corre a comprare le mele.

Annunci

Quanto è piccolo il mondo (volume 2)

Immagine

Avevo già scritto una storia vera (come tutte quelle che scrivo) a proposito di quanto sia piccolo il mondo e di quante coincidenze esso possa offrirci. La trovate qui: https://nomicosecittablog.wordpress.com/2014/03/15/quanto-e-piccolo-il-mondo/

Oggi ve ne racconto un’altra. Anzi due.

LONDRA è una grandissima città, piena di luoghi e soprattutto piena di popoli. Cittadini e turisti.                                       Decisa a cogliere questa bellezza, passeggiavo sola soletta a Covent Garden ( e non sul London Bridge, come canta De André) .  A un certo punto mi fermo, per prendere un caffé in una nota catena di bar. Entro e mi metto in fila alla cassa. Prima di me tutti ordinano in inglese e pagano. Sento il cassiere che dice: “Mamma come son stanco, fortuna che tra poco finisco!” . Allora mi avvicino e dico: “Ciao, ho sentito che sei italiano, allora ne approfitto. Prendo questo tramezzino e poi un caffé”. Lui sorride e gentilmente mi dice: “Ciao, il caffé te lo offro io”.                                                                                         Fin qui, nulla di straordinario. Si sa Londra è piena di italiani..                                                                                             Pochi minuti dopo sono tornata in cassa per prendere il mio caffè e accanto al cassiere, ho trovato una ragazza italiana, dello stesso mio piccolo quartiere, della mia stessa città.                                                                                                         In Italia ci conoscevamo solo di vista, lì in quel bar di Londra (uno dei tanti) ci siamo sentite parte di una meravigliosa coincidenza.

ROMA, STAZIONE TERMINI cioè una piccola città, in una mega metropoli. Dopo aver camminato a lungo e in attesa del mio treno, siedo in un bar con un mio collega. Stanchissima e assorta nei miei pensieri, mi giro per caso a guardare l’altra parte della sala e vedo un mio amico, anche lui del mio stesso quartiere e della mia stessa città, che cerca disperatamente una presa per caricare il cellulare. Non lo vedevo da tempo, lui è sempre in giro. Certo tutto avrei pensato, tranne di riuscire ad incontrarlo alla stazione Termini di Roma!

In entrambi i casi, non sarei riuscita a fare gli stessi incontri neanche su appuntamento!