Pintus, per me è sì!

Qui è quando Pintus, il comico, ha fatto una proposta di matrimonio alla sua fidanzata, mentre teneva uno spettacolo all’Arena di Verona. Qui, insomma, è quando Pintus ci ricorda che sì, non solo l’amore esiste, ma è anche spettacolare, romantico e sorprendente.

pintus

Certo, in altri tempi ci saremmo affidati a Shakespeare o a Peppino Di Capri (a seconda dei gusti): in quei tempi bastava una canzone o una poesia. Ed eventualmente un anello.

Oggi, invece, nell’era del 2.0, smartphone&co. noi sappiamo già tutto, non ci stupiamo più di niente. Ecco che, per provare meraviglia, bisognerebbe davvero prendere la luna e portarcela ad altezza mani per qualche secondo. Non per toccarla, eh. Ma solo per poterla fotografare e condividere su Instagram. E questo vale tanto per le donne, quanto per gli uomini.

In questa vita piena di dirette Facebook, ecco che spunta Pintus a ricordarci che sì, l’amore esiste e può fare ancora battere il cuore, che può far arrossire, davanti a centinaia di spettatori, un “marcantonio” abituato a luci e riflettori.

Già immagino alcuni uomini indecisi tra il prendere nota oppure il minimizzare, per non doversi trovare a competere con una proposta di matrimonio così romantica.

Quanto ad alcune donne, mi taccio. E lo confesso: sono donna e sto mangiando Nutella da parecchie ore.

 

 

 

 

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Bambini troppo adulti

bambini

In una via molto stretta, quattro bambini sono seduti sul marciapiede.

Con le teste basse, guardano i loro cellulari.

Non parlano tra loro. Stanno in silenzio.

Niente biglie, niente grida.

Niente “strega comanda colori” o “nascondino”.

Io, molto lentamente, passo accanto con l’auto.

Una di loro (7-8 anni circa) mi dice:«Magari ci passi sui piedi, così ci paghi».

Che mondo stiamo costruendo?

Che mondo può essere quello in cui i bambini parlano di soldi e non di giochi,

hanno il senso dell’inganno e non quello dell’innocenza?

Faccio appello alla coscienza dei genitori, degli insegnanti e al buon senso di tutti.

Educhiamoci all’onestà.

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Guardare. Ma dove?

Ci sono ragazzi che guardano la televisione, invece di ammirare le ragazze.

Ci sono donne che guardano il cellulare e non gli uomini seduti al tavolo accanto.smartphone addictedC’è un automobilista che volge lo sguardo verso una passante, piuttosto che sulla strada davanti a sé.

C’è una mamma che spia il balcone della vicina, invece che il suo bambino.

Ci siamo noi che guardiamo lo schermo di un pc e non la primavera che sta esplodendo fuori dalla finestra.

Insomma: tutti guardiamo qualcosa.

Il problema, forse, è che guardiamo nella direzione sbagliata.