InstaNonna

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Tratto da una storia (Instagram) vera.

La protagonista è Nonna Angelina, classe 1933, ormai regina incontrastata di svariate storie (dei suoi nipoti).

Qualche tempo faci stavamo preparando per partecipare a un evento pubblico.

Lei, un po’ irrequieta, mi chiede di sistemarle il foulard.

Ci provo, ma non resta soddisfatta.

E cambia. E cambia di nuovo, chiedendomi ancora una volta di aiutarla.

Un po’ stranita, le dico: «nonna scusa, ma cosa sono tutti questi capricci sul foulard?»

Mi risponde: «che poi voi mi mettete su quel coso

“Voi” saremmo io e gli altri suoi nipoti.

Il “coso” è Instagram. E per starci, secondo mia nonna, bisogna essere in ordine!

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Ancora una volta anche noi, nativi digitali, abbiamo molto da imparare dai nostri nonni.

E a nulla valgono i milioni di selfie, che ci scattiamo ovunque.

(Purtroppo anche nelle sale da bagno).

Le nonne stanno avanti.

Sono oltre. E lo saranno sempre.

Che siano alle prese con un piatto di pasta al sugo o con una strategia da social network!

VITA DA A-SOCIAL seconda puntata: Facebook, the big family

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Inizia tutto così. Con una notifica, come tante altre. Poi apri Facebook e c’è il numerino 1 rosso, sul simbolo delle richieste di amicizia.

Tu ci clicchi su, sperando che possa essere una bella biondona, con gli occhi color del cielo o un gran figo muscoloso (a seconda dei tuoi gusti).

E invece ti trovi l’insospettabile, inaspettato, sorprendente, imprevedibile, inatteso, imprevisto nome di…… tua madre! E no, non è un’omonimia. E’ solo che tua madre è una teen ager dentro e ora muore dalla voglia di dimostrartelo.

Qui iniziano i guai.

Perché tu muori dall’irresistibile desiderio di taggare tua madre in quei post futuristi, tipo: “l’ottima teglia di patate riso e cozze, grazie mamma!” Però allo stesso tempo dovresti: rivedere l’album fotografico del tuo viaggio ad Amsterdam, non propriamente culturale; cancellare quello stato così amato dalla comunità, in cui ti proclamavi orgogliosamente ubriaco, dopo una serata in spiaggia in cui ti eri esibito/a mezzo/a nudo/a in discutibili performances canore (il tutto a pochi giorni dal tuo esame di diritto privato). E ancora cancellare quelle foto profilo, un po’… come dire… audaci, in cui ti mostri per quello che sei veramente, così per onorare il gran bel lavoro fatto dai tuoi genitori. E che dire dei gruppi  a cui sei iscritto/a? Per citarne il più sobrio: “Improbabili scuse da dire ai genitori per coprire incredibili serate da sballo”.

Ecco, da quando hai visualizzato quella richiesta di amicizia sono passati solo 40 secondi e la tua vita è cambiata. Immagina in due minuti di riflessione, quanti post imbarazzanti riusciresti a ricordare!

Ma rifiutare la mamma, significa esplicitamente dichiarare una colpa. Dunque accetti, forte del fatto che tu conosci le impostazioni della privacy, lei no. Tua madre vedrà solo una parte (quella angelica) del tuo profilo. E il sottofondo musicale di questa tua geniale trovata, fa più o meno così: http://www.youtube.com/watch?v=CoZ2z3Fb1I0

#RESTATECONNESSI e alla prossima puntata!

Happy b-day mr Facebook

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Happy birthday mister Facebook!

Ebbene sì. Il social network che ha cambiato il modo di vivere di una intera generazione compie 10 anni.

Era il 2004 quando Facebook fece i suoi primi passetti sui nostri pc.

Prima d’allora, i fidanzatini si mandavano sms, squilli.. e stavano ore al telefono!

Per le feste di compleanno si usavano gli inviti cartacei,

per le cene con gli ex amici di classe si faceva la famosa catena telefonica.

Le nonne non pronunciavano parole in lingua straniera e le mamme sbirciavano nei diari segreti, e non in quelli virtuali!

Per comunicare con parenti e amici dall’altra parte del mondo, c’era solo il telefono.

O le cartoline, e queste non sono mai state così immediate…

Insomma, da 10 anni a questa parte molti di noi hanno radicalmente trasformato il proprio modo di relazionare con gli altri e la maniera di organizzare eventi e incontri.

Invece di richiedere e ricevere regali,

oggi Facebook si autocelebra, offrendo in dono a ognuno dei suoi iscritti, un delizioso video di ricordi.

Si chiama “Look back” e, in effetti, ci fa guardare indietro.

Il video mostra, attraverso i post maggiormente apprezzati, i momenti più significativi.

E’ proprio vero: invecchiando, si diventa più teneri!

Lo stesso vale per quel buon vecchio romanticone del signor Facebook!

Facebook in versione horror

Facebook in versione horror

Che mondo sarebbe senza Facebook?

Si stava meglio, quando non potevamo fare a meno della Nutella.
Sì, perché quella a cui assistiamo quotidianamente grazie a Facebook è la morte della nostra lingua. E questa non vuole essere una critica al social network più famoso nel mondo. Anzi.

Facebook ha grandissime utilità, soprattutto nel favorire relazioni e contatti da un capo all’altro del mondo. Poi è senza dubbio comodo e rapido per le comunicazioni, per la creazione e gestione di eventi, ecc.
Poiché al centro di Facebook ci sono i suoi utenti, il sito permette a ciascuno di noi di avere una pagina personale, su cui pubblicare musica, foto e soprattutto opinioni.
Su ogni profilo personale, infatti, c’è un riquadro (che Facebook chiama “stato“) in cui ogni utente può esprimere il proprio pensiero, rispondendo (su suggerimento del signor Mark) alla domanda: “A cosa stai pensando?

QUI COMINCIANO I GUAI

Al di là di imperdonabili errori grammaticali di ogni sorta e di ogni tipologia, ci sono delle caratteristiche comuni, che mi sento di definire “tendenze“.
Quello che segue è un periodo, inventato al momento, che racchiude tendenze trovate qua e là sul sito:

“E POI esci di casa e fai shopping. #TOP adesso si prospetta una bella serata #SAPEVATELO”

Perché iniziare una frase con “E poi“, che invece dovrebbe seguire qualcosa che si è già detto in precedenza?

Tutto questo non è top e non fa ridere.

La nostra lingua è l’unico strumento per conservare la nostra libertà intellettuale e la nostra identità. #SAPPIATELO !