Maledetto tempo

Immagine 018

Non c’è stato tempo – maledetto tempo – per dirti che quando sorridi tu, persino l’universo se ne rallegra, e splende e risplende per ringraziarti.

Non c’è stato tempo – maledetto tempo – per spalmarti la marmellata sulle fette biscottate e sulla bocca e poi ridere e baciarti. In una primavera di ciliegie.

Non c’è stato tempo – maledetto tempo – per coprirti dolcemente con il lenzuolo e poi scoprirti, solo per accarezzarti e guardarti mentre dormi.

Non c’è stato tempo – maledetto tempo – per cantare a squarciagola un pezzo a caso passato in radio, e poi farlo diventare la nostra canzone preferita.

Non c’è stato tempo – maledetto tempo – per prepararti una ciambella senza buco e poi riderci su e mangiare dei wafer, perché io non so cucinare.

Non c’è stato tempo – maledetto tempo – per risvegliarti a cinema, dopo che ti sei addormentato perché il film l’ho scelto io.

Non c’è stato tempo – maledetto tempo – per bisticciare, perché poi è così dolce far la pace.

Non c’è stato tempo – maledetto tempo – per farti un regalo, una sorpresa e anche uno scherzo.

Non c’è stato tempo – maledetto tempo – per andare fuori dagli schemi e poi rientrarci con uno splendido mazzo di rose.

Non c’è stato tempo – maledetto tempo – per guardare le vetrine dei negozi e anche le stelle.

Non c’è stato tempo – maledetto tempo – per «stai molto bene con il blu».

Non c’è stato tempo – maledetto tempo – per passeggiare mano nella mano, nella nostra città e in un’altra ancora.

Non c’è stato tempo – maledetto tempo – per addormentarsi sulla spiaggia.

Non c’è stato tempo – maledetto tempo – per comprare una guida e organizzare un viaggio che forse non riusciremo a fare questa estate, ma chissà.

Non c’è stato tempo – maledetto tempo – per «che buon profumo! Fammelo sentire meglio, avvicinati. Avvicinati ancora, ancora un po’, ancora di più…»

Non c’è stato tempo – maledetto tempo – per nasconderti le mie foto del liceo, con i jeans strappati e una t-shirt della Onyx.

Non c’è stato tempo – maledetto tempo – per scovare i tuoi segreti sotto il letto e i nostri sogni nel cassetto.

Non c’è stato tempo – maledetto tempo –  per mangiare un gelato al pistacchio.

Non c’è stato tempo – maledetto tempo – per cambiare mille vestiti, prima di incontrarti.

Non c’è stato tempo – maledetto tempo – per «ma tu cosa hai pensato la prima volta che mi hai visto?»

Non c’è stato tempo – maledetto tempo – per pensare ai regali di Natale.

Non c’è stato tempo – maledetto tempo – per dirti che c’è ancora tempo.

Annunci

La grammatica ci salverà

grammatica-1

Nella visual and social reality  moderna, la grammatica sembra essere una scelta: facoltativa, non necessaria. Qualcuno si illude di poter vivere senza, di non dover rispettare le regole basilari del linguaggio, considerate un’antiquata forma di sottomissione o censura.

E, invece, se esiste una misera e pallida possibilità di salvarci dall’oblio, essa è data dalla grammatica.

Prendiamo la frase: «Io contemplo le stelle». In analisi logica risponde al modello SVO (soggetto, verbo, complemento), come di seguito:

IO: soggetto;

CONTEMPLO: predicato verbale;

LE STELLE: complemento oggetto.

Se provassimo a invertire l’ordine di queste parole (le stelle io contemplo/ contemplo io le stelle/ le stelle contemplo io), potremmo divertirci a immaginare diverse situazioni.

Sì, la grammatica aiuta a immaginare

Per esempio: LE STELLE IO CONTEMPLO, TROVANDOLE LUMINOSE… / CONTEMPLO IO LE STELLE, TU LAVA I PIATTI! / LE STELLE CONTEMPLO IO, MICA I NUMERI/

Tuttavia, la sostanza principale non cambia. Il fatto è che io contemplo le stelle e potrò dirlo in tanti modi diversi, ma starò sempre con il naso all’insù a contemplare le stelle.

In un mondo così disorganizzato, frettoloso, a volte decisamente disumano, dovremmo inseguire questo ordine perfetto delle cose. Dovremmo lasciarci ammaliare da un’azione così bella. Eppure non la comprendiamo. Forse temiamo che la grammatica possa ostacolare la nostra creatività o il fondamentale e sacro bisogno di innovare.

Molto bizzarro!

Non ci sembra creativa l’azione di contemplare le stelle.

Allora proviamo.

Quanti ricordi, quante idee, quante ispirazioni!

La grammatica crea e non distrugge, ispira. La grammatica propone azioni semplici e piene di infinito. La grammatica, semplicemente, produce bellezza.

stelle-2