VITA DA A-SOCIAL seconda puntata: Facebook, the big family

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Inizia tutto così. Con una notifica, come tante altre. Poi apri Facebook e c’è il numerino 1 rosso, sul simbolo delle richieste di amicizia.

Tu ci clicchi su, sperando che possa essere una bella biondona, con gli occhi color del cielo o un gran figo muscoloso (a seconda dei tuoi gusti).

E invece ti trovi l’insospettabile, inaspettato, sorprendente, imprevedibile, inatteso, imprevisto nome di…… tua madre! E no, non è un’omonimia. E’ solo che tua madre è una teen ager dentro e ora muore dalla voglia di dimostrartelo.

Qui iniziano i guai.

Perché tu muori dall’irresistibile desiderio di taggare tua madre in quei post futuristi, tipo: “l’ottima teglia di patate riso e cozze, grazie mamma!” Però allo stesso tempo dovresti: rivedere l’album fotografico del tuo viaggio ad Amsterdam, non propriamente culturale; cancellare quello stato così amato dalla comunità, in cui ti proclamavi orgogliosamente ubriaco, dopo una serata in spiaggia in cui ti eri esibito/a mezzo/a nudo/a in discutibili performances canore (il tutto a pochi giorni dal tuo esame di diritto privato). E ancora cancellare quelle foto profilo, un po’… come dire… audaci, in cui ti mostri per quello che sei veramente, così per onorare il gran bel lavoro fatto dai tuoi genitori. E che dire dei gruppi  a cui sei iscritto/a? Per citarne il più sobrio: “Improbabili scuse da dire ai genitori per coprire incredibili serate da sballo”.

Ecco, da quando hai visualizzato quella richiesta di amicizia sono passati solo 40 secondi e la tua vita è cambiata. Immagina in due minuti di riflessione, quanti post imbarazzanti riusciresti a ricordare!

Ma rifiutare la mamma, significa esplicitamente dichiarare una colpa. Dunque accetti, forte del fatto che tu conosci le impostazioni della privacy, lei no. Tua madre vedrà solo una parte (quella angelica) del tuo profilo. E il sottofondo musicale di questa tua geniale trovata, fa più o meno così: http://www.youtube.com/watch?v=CoZ2z3Fb1I0

#RESTATECONNESSI e alla prossima puntata!

Tipi da viaggio

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In treno, in pullman, in nave o in aereo. Non importa come viaggi. Se viaggi, troverai sempre accanto a te uno di questi passeggeri. O forse tutti.

L’organizzato

Ha tutto: tappi per le orecchie, fazzolettini di carta, quotidiano d’informazione, rivista d’intrattenimento, parole crociate. Ipod, ipad, iphone e rispettivi caricabatterie. E naturalmente un pc portatile. Cuffiette, gomme da masticare e gomme per il mal di viaggio. Lui ha tutto. Ed è uno stress, perché non riesce a gestire tutte le attività per le quali era preparato. Per lui il viaggio diventa un vero incubo. Perché, per poter utilizzare tutti i passatempi che aveva portato con sé, dovrebbe volare da Roma a Tokyo e poi da Tokyo a New York. Ininterrottamente. E con un bagaglio a mano ad hoc!

 L’ansioso

Non ha tempo per sentire i messaggi del capitano, o per seguire le simulazioni di emergenza. Deve studiare, leggere, sottolineare, calcolare. «Quanto ci mette la navetta da Charles de Gaulle Etoile al centro di Parigi? E poi da lì, che metro conviene prendere per l’albergo? Ma soprattutto domani mattina, a che ora apre il Louvre? Speriamo che la visita finisca in tempo, per passeggiare su rue de Rivoli. Ma non sarà complicato di lì, andare a cena a Montmartre? Comunque quando atterriamo, non bisogna perdere neanche un minuto. Dritti alla navetta»

 Il beato

A osservarlo bene, forse non dorme da 48 ore. Quale occasione migliore per recuperare! Lui si siede al suo posto, dopo aver sistemato il bagaglio. E chiude gli occhi. Tutto quel che è successo dopo, lui lo ignora. Si risveglia solo se giunto a destinazione. Sia questa raggiunta dopo un’ora di viaggio o dopo dieci ore. Per quanto è tenero, ti verrebbe voglia di rimboccargli le coperte e dargli il bacio della buona notte!

Quello che piace alle compagnie

E’ pieno di entusiasmo. Se la compagnia vende qualche prodotto a bordo o in cabina, lui lo compra. E’ un prezzo irripetibile! Poi ascolta con estrema attenzione ogni messaggio, sorride alle hostess e fa domande. Va in bagno, così per vedere com’è e, ovviamente, compra qualcosa da mangiare. Così per assaggiare l’ottima cucina in scatola. Fa foto (anche se il regolamento lo vieta) perché vuole documentare la sua esperienza di viaggio. E, soprattutto, se viaggia in aereo, quando atterra, batte le mani per complimentarsi con il capitano!